Dal settore Cultura la parola del mese di gennaio: accoglienza

L’accoglienza è una disposizione spirituale sempre precaria perché si forma nella debolezza e nella povertà della condizione umana

La pagina curata da don Giuseppe Pellegrino, Vicario episcopale per la Cultura, propone per la riflessione del mese di gennaio la parola accoglienza, con una serie di iniziative e segnalazioni:

  1. la segnalazione del mese riguarda il libro di Tommaso Montanari “Chiese chiuse”. Il testo tenta di ascoltare cosa hanno da dire migliaia delle nostre chiese. Non sono solo costruzioni, ma luoghi che parlano e che offrono una pausa al caos quotidiano, sono aperte a chiunque contro ogni diversità escludente, luoghi pubblici che mettono in crisi il nostro egoismo;
  2. la rubrica “cantiere del mese” si concentra su una domanda: come sviluppare una cultura di accoglienza attraverso i beni culturali? Occorre ora più che mai essere disposti ad accogliere le novità che ci vengono presentate sia dal periodo con cui ci rapportiamo sia dalla pandemia in corso;
  3. l’opera del mese propone la storia dell’iconografia della Natività e come sia passata dal carattere intimo della narrazione evangelica alla rappresentazione di scene sempre più spettacolari e affollate;
  4. una modalità di accoglienza della Chiesa locale ci giunge dalla storia passata che vive nelle testimonianze dell’Archivio diocesano: l’elezione di un nuovo Vescovo diocesano è un gesto di accoglienza della comunità nei confronti del suo pastore;
  5. il libro del mese è il testo di Henri de Lubac “Paradossi cristiani” tradotto nel 1959 in cui il teologo francese collega le contraddizioni della società con le contraddizioni della vita ecclesiale.

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