Dal settore Cultura la parola del mese di novembre: fratture

Ripartire richiede dis-continuità: decisioni che sono tagli, abbandono di qualche cosa, sperimentazione di nuove vie

La pagina curata da don Giuseppe Pellegrino, Vicario episcopale per la Cultura, propone per la riflessione del mese di novembre la parola fratture, con una serie di iniziative e segnalazioni:

  1. la segnalazione del mese riguarda il libro di Tommaso Montanari “Chiese chiuse”. Il testo tenta di ascoltare cosa hanno da dire migliaia delle nostre chiese. Non sono solo costruzioni, ma luoghi che parlano e che offrono una pausa al caos quotidiano, sono aperte a chiunque contro ogni diversità escludente, luoghi pubblici che mettono in crisi il nostro egoismo;
  2. la rubrica “cantiere del mese” si concentra sui rapporti istituzionali e personali che si coronano con la realizzazione di un’opera edilizia: per evitare fratture ci vuole rispetto e sinodalità;
  3. l’opera del mese riguarda la chiesa parrocchiale di San Fiorenzo in Vinadio, eretta, secondo quanto è scritto sul portale, esattamente 700 anni fa, nel 1321: esempio di come le fratture siano state sanate con nuove opere architettoniche ma anche testimonianza vivente, con il suo campanile, del romanico alpino;
  4. i confini sono come fratture sulla carta geografica, segni umani su un territorio che in realtà è unitario: per poterli attraversare serviva un lascia passare, come è testimoniato nell’Archivio diocesano che conserva il pass rilasciato dalla Nunziatura apostolica di Torino a don Felice Boeri, prevosto di Castelletto Stura, per potersi recare a Roma nel maggio 1862;
  5. il libro del mese è il testo di Henrì de Lubac “Paradossi cristiani” tradotto nel 1959 in cui il teologo francese collega le contraddizioni della società con le contraddizioni della vita ecclesiale.

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