Messaggio del vescovo Piero per la Pasqua 2021

Incontri, sorrisi e solidarietà: ecco i nostri impegni pasquali - VIDEO

“Non abbiate paura!”, sono le parole del Risorto nelle apparizioni. Risuonano con forza ogni volta che il Signore prende l’iniziativa per consolare i suoi. Erano rimasti attoniti e disorientati dopo i fatti della Pasqua. Avevano seguito Gesù per le strade della Palestina; erano stati letteralmente conquistati da Lui. Avevano rischiato tutto lasciando le loro occupazioni. Erano i testimoni di parole e gesti inauditi. Eppure non è bastato. Ancora una ennesima volta Il Signore interviene: entra in luoghi a porte chiuse, mangia con loro, si fa toccare. È proprio Lui.

Sono passati duemila anni e noi sentiamo risuonare le stesse parole.

È il Signore Risorto che oggi si rivolge a noi. Stiamo percorrendo una strada simile a quella percorsa dai Dodici. Pensavamo d’essere sicuri delle nostre conquiste. Avevamo un discreto standard di vita. E poi ecco la pandemia che ci ha colti di sorpresa ed ha rivelato a noi la nostra fragilità. Il silenzio ci ha avvolti, sono saltate tutte le nostre presunte sicurezze, siamo stati presi dalla paura di non farcela e ora si spera che la scienza ci salvi. Siamo passati dentro il nostro ‘Sabato Santo’; forse ne siamo ancora dentro.

Il Risorto, con altrettanta forza, ci invita a risollevare il capo, a guardare oltre, magari provando a reimpostare la nostra vita. Dove stiamo andando? Cosa è veramente importante? Su quali appoggi possiamo contare? Sono domande sul senso della nostra esistenza, domande che affiorano alla nostra mente alle quali dobbiamo dare una risposta.

Aprendo il Vangelo ecco alcune affermazioni emblematiche del Signore. “Non temete: io ho vinto la morte!”; “Non temete: io sarò sempre con voi!”; “Non temete: io tornerò!”; “Abbiate fede in me e nelle mie parole!”; “Dove due o tre sono riuniti nel mio nome io sono con voi!”.

Per i credenti sono parole di vera consolazione. Vanno proclamate con la vita, senza alcun timore perché sappiamo che Lui non viene mai meno alle sue promesse. In esse troviamo le ragioni della nostra speranza. Ne consegue che dobbiamo portarle in questo nostro mondo perché siano come il lievito che fa fermentare la pasta.

Proviamo a guardare gli occhi di coloro che incontriamo. Se sono lo specchio dell’anima, occorre che brillino di luce. Tocca a noi farli accendere con la speranza che il Risorto ci garantisce. Chi incontriamo ha bisogno di un saluto caloroso, ha bisogno di stabilire relazioni che spezzino l’isolamento, ha bisogno di intrecciare i propri passi per non cadere nel vuoto, ha bisogno di incoraggiamento per riprendere a sognare una vita bella e sicura.

Proviamo anche a guardare ai segni di speranza che già sono in atto. Molte persone hanno riscoperto il dono gratuito anche semplicemente verso i propri vicini di casa oppure verso situazioni familiari di fragilità. Le istituzioni sociali ed i gruppi caritativi non si sono fermati ed hanno coinvolto tanti giovani. Le nostre famiglie hanno riscoperto il valore della condivisione e del tempo necessario per la coesione. Tanta gente sta imparando ad usare i media per nuove relazioni. Sono esperienze nuove che danno speranza.

È il Signore che è all’opera proprio in mezzo a noi. Ricordiamoci che ci ha lasciato l’incarico di continuare la sua missione. L’augurio di Buona Pasqua deve tradursi in impegno per realizzare incontri, portare sorrisi e gesti concreti di solidarietà in questa nostra storia che ne ha tanto bisogno.

Cuneo – Fossano, Pasqua di risurrezione, 4 aprile 2021

 

+ Piero Delbosco
Vescovo di Cuneo e di Fossano