La Curia diocesana di Cuneo: orari e altre indicazioni

Accesso libero dalle 9 alle 12 nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì

La Curia diocesana ha sede a Cuneo in via Amedeo Rossi 28, nel palazzo del Seminario dietro la cattedrale.

Nei giorni di martedì, mercoledì e giovedì dalle 9 alle 12, sono aperti al pubblico, suonando al rispettivo campanello:

– lo sportello della segreteria generale, piano 1 est – suor Maria Rosa: per i rapporti con Vescovo, Vicario generale, Cancelliere, Economo, Vicario episcopale per la Cultura e uffici del relativo settore – qui si presentano le richieste di certificati e di licenze o autorizzazioni per l’amministrazione straordinaria dei beni temporali, si consegnano i rendiconti amministrativi e si versano i tributi diocesani e le questue per le giornate obbligatorie;

– lo sportello della segreteria Evangelizzazione, piano 1 ovest – Tommy: per i rapporti con Vicario episcopale per l’Evangelizzazione e i sacramenti e uffici o servizi del relativo settore – qui si chiede la vidimazione delle istruttorie matrimoniali, con le dispense o licenze necessarie; 

– lo sportello della segreteria Carità, piano terra ovest – Linda: per i rapporti con Vicario episcopale per la Carità e l’impegno sociale e uffici del relativo settore, in particolare Caritas diocesana; qui si possono anche versare le offerte per le iniziative di solidarietà di Caritas;

– lo sportello dell’Ufficio per i pellegrinaggi e il tempo libero, piano terra nord – Adelia, è aperto solo il martedì dalle 9 alle 12. Si può accedere suonando al campanello della segreteria generale.

Per accedere agli sportelli o a singoli uffici o servizi in altri orari è necessario avere un appuntamento.

Per accedere all’Archivio storico o alla Biblioteca è sempre necessario avere un appuntamento: archivio@diocesicuneo.it; biblioteca@diocesicuneo.it

Chi accede alla sede della Curia diocesana deve rispettare le precauzioni sanitarie prescritte, e cioè:

  1. obbligo di igienizzare le mani nel momento in cui si entra, utilizzando i detergenti predisposti all’ingresso;
  2. obbligo di indossare sempre la mascherina che copre naso e bocca, salvo che nelle sale o nei parlatori in cui si partecipa ad una riunione o ad un colloquio si possa mantenere la distanza interpersonale di due metri;
  3. obbligo di mantenere sempre la distanza interpersonale di un metro, rispettando le indicazioni degli addetti per l’accesso ordinato agli sportelli, alle sale e ai parlatori.

Dipendenti e direttori degli uffici o servizi sono comunque sempre raggiungibili via posta elettronica, agli indirizzi che si trovano nelle pagine web dei rispettivi settori.

Per ulteriori informazioni si può contattare la segreteria generale dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12 e dalle 15 alle 17: 0171693523; segreteria@curia.diocesicuneo.it

 

don Elio Dotto

Cancelliere vescovile e Moderatore della Curia

 

Dal Bollettino del Seminario vescovile di Cuneo – gennaio 2021

Il trasferimento nel palazzo del Seminario dell’intera Curia diocesana e, prossimamente, anche della residenza del Vescovo diocesano ha rinnovato la vocazione di questo luogo come singolare «casa della Diocesi», accanto alla Cattedrale, nel cuore della città di Cuneo. La possibilità di ospitare nuovamente incontri e convegni, terminata l’emergenza sanitaria, come pure esperienze residenziali con i giovani, gestiti in collaborazione con parrocchie e associazioni, valorizzando gli spazi e il patrimonio culturale ecclesiastico, darà ulteriore vita ai corridoi, alle sale, ai cortili e alla cappella che per tanti decenni hanno visto generazioni di giovani formarsi nel servizio alla Chiesa.

Una prima simbolica singolarità di questa «casa della Diocesi» è proprio la cappella, imponente e centrale sia osservandola dal cortile interno che guardando da fuori. In questo «oratorio» abbiamo ripreso una preghiera regolare, come quella che scandiva il tempo quando c’erano i seminaristi: nei tempi forti, dal martedì al venerdì alle 8.45 gli addetti della Curia e degli altri organismi che qui hanno sede si ritrovano per celebrare l’Ora media, iniziando la giornata lavorativa. Verosimilmente, anche con la presenza quotidiana del Vescovo, in futuro potranno intensificarsi le occasioni per una preghiera, comune o solo personale, al cuore della Diocesi per l’intera Chiesa locale.

Una seconda caratteristica del rinnovato palazzo del Seminario è la «nobile semplicità» dell’appartamento del Vescovo diocesano, che nei prossimi mesi verrà predisposto nell’angolo tra via Pascal e l’ex Foro Boario, con ingresso al piano terra, nel cortile interno, ed estensione sul primo piano. Il palazzo vescovile di via Roma 7, ceduto all’Istituto diocesano per il sostentamento del clero, rimane nel patrimonio ecclesiastico, e sarà valorizzato affinché dia reddito per sostenere il Vescovo e i sacerdoti, nell’ambito dell’odierno sistema nazionale che provvede alle necessità del clero: in questo modo la finalità per cui era stato donato alla nascente Diocesi nel 1817 viene rispettata e aggiornata. Tale palazzo era però diventato troppo dispendioso come residenza del Vescovo, e anche sproporzionato rispetto agli odierni canoni che raccomandano dimore dignitose ma non nobiliari. Il nuovo appartamento, nel palazzo del Seminario, darà al Vescovo diocesano lo spazio necessario – circa 200 metri quadri a suo uso esclusivo – e gli garantirà sia l’opportuna riservatezza che la possibilità di abitare nella «casa della Diocesi», incontrando quotidianamente gli operatori diocesani e spostandosi facilmente nella «sua» Cattedrale.

Una terza peculiarità di questo luogo è il fatto che qui hanno la loro sede anche la direzione della Fondazione Opere Diocesane Cuneesi e una rappresentanza delle aggregazioni laicali. In questo modo la Curia diocesana – nei settori Affari generali, Evangelizzazione, Carità e Cultura, con archivio e biblioteca – a cui principalmente si riferiscono le parrocchie, e le Opere diocesane – l’istituto di musica sacra, il museo, la libreria, il cinema, il settimanale, la Caritas, la casa di riposo – ritrovandosi nello stesso spazio si ricordano di condividere la medesima missione pastorale, a cui partecipano anche le aggregazioni laicali, nella loro molteplicità e autonomia. In un tempo dove il distanziamento e il «lavoro da casa», imposti dalla pandemia, hanno dato evidenza all’individualismo moderno, questa nostra «casa della Diocesi» può testimoniare non solo la necessità di usare razionalmente le risorse, aggiornando i luoghi ai tempi, ma anche la priorità del vincolo ecclesiale nella missione cristiana.