Omelia in ricordo di Monsignor Biagio Mondino

Non abbiate paura di correre il rischio che su dieci che bussano alla porta, uno solo è bisognoso. E' meglio aiutare tutti e dieci, piuttosto che mandar via a mani vuote l'unico che ha bisogno!
20-02-2021

In poco tempo si è diffusa la notizia della scomparsa di don Biagio e Fossano si è fermata. Sapevamo tutti che la sua salute era compromessa e che era stata messa a dura prova anche dalla pandemia in corso, ma ci ha sorpresi il precipitare delle sue condizioni. Non ce lo aspettavamo.

Come abbiamo sentito all’inizio di questa celebrazione, Monsignor Biagio ha speso la sua vita al servizio della Diocesi di Fossano: gli stava a cuore la città e la diocesi che ha amato e servito in vari modi, come Vicario generale, come parroco della Cattedrale e come rettore di Cussanio. Io l’ho conosciuto solo in questi ultimi cinque anni, sempre vigile ed attento a ciò che capitava nella nostra Chiesa e nella nostra città. Più volte ci siamo confrontati: sempre rispettoso, ma con la piena convinzione delle sue idee.

La carità verso tutti era il suo tratto distintivo. Ha vissuto pienamente ciò che diceva don Tonino Bello. “Non abbiate paura di correre il rischio che su dieci che bussano alla porta, uno solo è bisognoso. E’ meglio aiutare tutti e dieci, piuttosto che mandar via a mani vuote l’unico che ha bisogno !”. Mi dicono che più volte veniva interrotto, anche quando era a tavola: prima c’erano i poveri, poi lui: questo era il suo modo di fare il prete.

Per tanti è stato un vero padre. Ha dato tanta attenzione agli stranieri, specie agli amici albanesi. Ha curato le relazioni con tutte le istituzioni locali e non, sempre per il bene della Chiesa e della sua città. Non solo, ha voluto curare il bello cogliendolo nell’arte e, purtroppo, non è riuscito a vedere la futura risistemazione del museo diocesano a cui si sta lavorando ed i capolavori restaurati di questa sua amata chiesa cattedrale.

Aveva in testa di scrivere le sue memorie, tante, così ha confidato alla nipote recentemente, ma … c’è stato Qualcuno che lo ha voluto per sempre con sè.

Tutto questo mi ha spinto a leggere con voi questa pagina evangelica: lui l’ha vissuta e ora ha raggiunto quel riposo che Dio riserva ai suoi amici. “Venite a me, voi tutti che siete affaticati ed oppressi; io vi ristorerò !”. Don Biagio ha imparato dal Signore la mitezza, l’ascolto, la pazienza e la carità vera, senza intaccare la fermezza sui principi.

Ecco il nostro ‘grazie’ sincero a Dio perchè ha messo sulla nostra strada don Biagio. Con umiltà ha accettato il piano di Dio su di lui, cosciente dei suoi limiti. Ha annunciato la bellezza della lieta notizia del Signore Gesù con le sue parole e la sua vita, sempre ricercando la semplicità.

C’è ancora un altro aspetto importante: don Biagio ha sempre voluto che qualcuno provasse a percorrere la sua stessa strada. Lo ha fatto proponendo ai più giovani la via del sacerdozio, sempre, e tanti si sono interrogati con sincerità.

Voi lo conoscevate meglio e sapete meglio di me che molte sono le sfaccettature che hanno caratterizzato il ministero di don Biagio: l’ultima, non per importanza certo, come cappellano al Sant’Anna, l’attenzione agli ospiti delle case di riposo.

Se ne è andato un bel pezzo di storia fossanese, lasciando un solco in cui possiamo e dobbiamo camminare. Lui ci ha lasciato il testimone affinchè qualcuno di noi lo raccolga e continui a tessere legami, relazioni e gesti veri di carità che non hanno mai bisogno di pubblicità, ma che sono l’anima della nostra realtà.

Ora è nelle mani di Dio per sempre. Sono certo che possiamo ancora contare su di lui. Dal cielo continua ad intercedere e pregare per noi, in compagnia di San Giovenale, dei santi e della Vergine Maria, Madonna della Divina Provvidenza.

Tra pochi mesi celebreremo i 500 anni di Cussanio. In sintonia con Bartolomeo Coppa, don Biagio esorterà tutti noi alla vera conversione, al ritorno a Dio che guida la nostra storia. Abbiamo tanta strada da fare; abbiamo bisogno di aprire il nostro cuore alla carità, specie in questo tempo di prova segnato dall’attuale pandemia; abbiamo bisogno di una Chiesa rinnovata e sempre più attenta al Vangelo del Signore Gesù; abbiamo bisogno di farci compagni di viaggio gli uni gli altri senza alcun distinzione; abbiamo bisogno di tessere relazioni che qualifichino la vita sociale di questa città.

Grazie, Signore Gesù, perchè continui ad abitare in mezzo a noi guidandoci alla ricerca della verità e della vita.
Grazie, Signore Gesù, perchè ci stimoli mettendo al nostro fianco persone eccezionali, amanti della vita, del bello e della Chiesa.
Grazie, Signore Gesù, perchè ci aiuti a non perdere la speranza e ci inviti a pensare ad un futuro di gloria con te, futuro che già stai preparano per noi, che sarà una autentica sorpresa per tutti.