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Le Chiese in Italia stanno camminando verso la 49° Settimana Sociale dei Cattolici italiani che si terrà a Taranto in ottobre. Evento importante, con una grande storia (vedi: www.settimanesociali.it). Il tema quest’anno sarà “Il pianeta che speriamo. Ambiente, lavoro, futuro #tuttoèconnesso”. Nel documento preparatorio (Instrumentum Laboris) al n. 43 leggiamo: “il cammino verso la Settimana Sociale di Taranto può essere tanto più fecondo quanto più realizzerà un coinvolgimento delle Chiese locali, delle associazioni, dei movimenti e di tutte le aggregazioni ecclesiali e di ispirazione cristiana”Per questo gli Uffici per la pastorale sociale e del lavoro delle Diocesi di Cuneo, Fossano, Mondovì, Alba e Saluzzo hanno pensato di realizzare un breve evento, la mattina di sabato 29 maggio con inizio alle ore 9, a Cussanio presso l’hotel Giardino dei Tigli. Verrà presentata la Settimana Sociale di Taranto e ci sarà la condivisione di alcune idee ed esperienze. Parteciperanno alle 9.30 Marco Arnolfo, arcivescovo di Vercelli e membro del comitato scientifico Settimana Sociale, insieme a Annalisa Magone. Gli interventi saranno trasmessi in streaming. L’evento è su iscrizione, per informazioni e contatti comunicazioni@diocesifossano.org e pastoralesociale@curia.diocesicuneo.it.

Domenica 30 maggio a Cascina Pensolato, a Sant’Antonio al Baligio di Fossano, alle ore 15 viene presentato “Orto Super-abile” e altre esperienze di agricoltura sociale. Infine, sempre domenica, alle ore 18.30 si celebra l’Eucaristia al Santuario di Cussanio insieme a tutto il mondo del lavoro.

“Preghiamo che le associazioni e i movimenti siano presenti con chi ne può essere interessato”, dice don Flavio Luciano, Vicario episcopale per la carità e l’impegno sociale. “È importante, anche nell’ottica di quel cammino sinodale che stiamo facendo per ripensare il nostro modo di essere Chiesa oggi, per una presenza feconda nella nostra società”.


Tutti i parroci e i rettori di chiese sono invitati a leggere questo comunicato al termine di tutte le Eucaristie festive di una domenica di maggio o giugno per sensibilizzare in merito alla destinazione dell’Otto per mille alla Chiesa cattolica, distribuendo anche il modulo allegato sotto per la raccolta delle firme e aiutando a firmare coloro che necessitano di assistenza.

La scelta della destinazione dell’Otto per mille alla Chiesa cattolica in Italia può cambiare la vita di molti: lo abbiamo toccato con mano in questo lungo periodo segnato da forti tribolazioni, dove la pandemia ha scavato in modo indelebile la vita di tutti.

Una condizione particolarmente dura, in cui tante famiglie e persone sole non sono state sopraffatte dagli eventi grazie alla solidarietà di quei 13 milioni di italiani (dati 2019) che, con la loro firma, hanno contribuito a destinare alla Chiesa Cattolica l’Otto per mille del gettito IRPEF.

Nell’anno 2020, infatti, un conferimento straordinario di oltre 226 milioni di euro è stato messo a disposizione del Paese nella lotta al Covid-19; altri 9 milioni sono andati a sostegno delle fragili strutture sanitarie dei Paesi più poveri, individuate con progetti mirati.

Questa iniziativa caritativa di una portata senza precedenti ha consentito alle Caritas diocesane di tutta Italia di aiutare migliaia di famiglie pressate per la prima volta dall’indigenza, prive di una qualsiasi fonte di reddito a causa della pandemia. Gli stanziamenti hanno permesso di provvedere a generi alimentari, farmaci, prodotti per l’igiene; di pagare bollette, affitti, rate di mutui; di sostenere imprese famigliari e liberi professionisti piegati dalla crisi; di impedire che i debiti li spingessero nelle mani degli usurai e della malavita.

Un apporto rilevante è stato fornito nell’educazione e l’accompagnamento dei giovani più soli ed emarginati, grazie a Pc e Tablet, connessione alla rete, sostegno allo studio e lotta alla dispersione scolastica: nella congiuntura, parrocchie e oratori si sono rivelati spesso l’unico punto di riferimento.

Sono state supportate le strutture sanitarie cattoliche, molte delle quali hanno interamente dedicato risorse umane, posti letto e attrezzature per far fronte all’emergenza pandemica. Con il sostentamento ai sacerdoti, ci si è poi affiancati alle centinaia di preti nella loro missione in corsia negli ospedali civili di tutto il Paese, specialmente nei reparti Covid. Molti di loro, ricordiamolo, hanno pagato con la propria vita l’impegno nell’assistenza spirituale dei malati e degli operatori sanitari.

E ancora, i fondi dell’Otto per mille hanno continuato a sostenere le reti di solidarietà, in Italia e nel Sud del mondo, la cura dei beni artistici e architettonici; le iniziative pastorali e sociali, i sacerdoti delle quasi 26.000 parrocchie italiane.

È dunque importante che tutti, soprattutto i credenti, ricordino che una firma per destinare l’Otto per mille alla Chiesa cattolica rappresenta un gesto di comunione, di partecipazione e di solidarietà che va a beneficio di tutto il Paese.

Un impegno di prossimità concreto che non viene mai meno e che è possibile seguire in ogni momento su www.8xmille.it oppure su https://rendiconto8xmille.chiesacattolica.it/. Per quanto riguarda la Diocesi di Cuneo qui si possono vedere i rendiconti degli ultimi anni.

In allegato il modulo per la destinazione dell’Otto per mille.