Diocesi di CUNEO - Beni Culturali Ecclesiastici

Biblioteca Diocesana

Mostra

Arte Nostra

 a cinquant'anni dalla 1a Mostra di Arte Sacra Cuneese

pubblicazioni

Carlo Dutto

Arte Nostra

a cinquant'anni dalla 1a mostra

di Arte Sacra Cuneese

Gian Michele Gazzola

Piccolo dizionario - atlante di "Arte Nostra"

Sussidio didattico per le chiese cuneesi

 

Tutta l'iniziativa di

"ARTE NOSTRA"

a cinquant'anni dalla 1a Mostra di Arte Sacra Cuneese

si è svolta

con il contributo

 della Fondazione CRC 

 

La chiesa

Il campanile La facciata Il portale La cripta
La grande aula Le colonne L’arco trionfale Il presbiterio Le cappelle quadrate
La cupola L’abside semicircolare Le pareti dipinte Porta della casa di Gesù

Cappelle campestri

1 – Chiesa

Grande casa in cui si radunavano i Cristiani per la preghiera.

La parte più ampia è formata da un’aula, in cui stanno i fedeli che pregano.

La parte più evidente è formata dal presbiterio, dove si svolgono le azioni, si annunciano le Parole che ricordano Gesù

2a – Campanile

E’ una torre alta e sottile adatta ad accogliere le campane.

Sorge sopra il tetto della chiesa e di fianco ad essa.

Normalmente ha base quadrata

E’ formato da un corpo a parallelepipedo verticale, in cui si possono aprire finestre piccole o finestre in crescita di grandezza affiancate dette bifore, che servono anche per alleggerire la costruzione.

Nella parte superiore si apre la cella campanaria con grandi finestroni su ogni lato della torre.

La parte terminale è fatta a tetto triangolare e a cuspide più slanciata.

 

2b – Le campane

 

La campana è un vaso rovesciato di bronzo appeso nella torre campanaria, in modo che, quando viene colpito da un batacchio, produce un suono.

La campana è sospesa ad un giogo, in genere di legno detto “cicogna”, che ha un contrappeso; il giogo a “cicogna” è appoggiato per mezzo di due perni metallici chiamati “bilichi”, ai supporti laterali, formati da muri o travi, in modo che la campana possa oscillare.

La campana in bilico è facilmente movibile con un’oscillazione a pendolo, attraverso un braccio che si stacca dal giogo, ed è sollecitato da una corda che scende in basso per essere tirata da una persona.

Sul campanile vi sono spesso più campane sospese a  travi in legno o in ferro che formano il castello delle campane, che serve anche ad attutire le oscillazioni delle campane sulle strutture murarie.

Quando le campane sono numerose, sono anche accordate in modo da fare un concerto, detto “carillon”.

2c – Il campanile: torre del tempo

Attraverso il suono delle campane e la presenza di meridiane e poi di orologi, il campanile è stato per secoli lo strumento che ritmava la vita dei paesi.

Le campane avevano un loro linguaggio costituito da modi diversi di suonarle:

- a distanza,

- a rintocchi prodotti dal batacchio azionato da una seconda corda che lo faceva muovere con la campana ferma,

- a martello, che percuotendo la campana su punti diversi produce suoni differenti, in particolare con suoni ritmici e gioiosi, per formare il suono della “baldetta”.

Sulle pareti vennero dipinte delle meridiane, per indicare le ore della giornata. Ma già nel 1770 si usarono degli orologi meccanici a pendolo, posti in una cella, all’interno del campanile, capaci di muovere le lancette di grandi mostre dipinte sui lati della torre, e collegati ad un martello che percuotendo le campane con un numero progressivo di rintocchi, suonava le varie ore del giorno e della notte.

2d Il campanile dei “quattro lupi”

Nel cimitero di Pietraporzio svetta ancora il campanile superstite dell’antica chiesa parrocchiale, nominato nel corso del 1300.

Su una pietra del campanile si legge una data: 1466.

Questa antica chiesa parrocchiale era scomoda per il paese che era andato formandosi più  vicino al fiume, per cui nel 1770 si decise di costruirne una nuova nell’abitato, benedetta nel 1793.

Il campanile gotico è caratterizzato da quattro teste di lupo scolpite in pietre poste negli angoli della cuspide, che dovrebbero servire come doccioni che buttano lontano l’acqua piovana, ma qui hanno una funzione solo decorativa ed erano le figure di mostri che scappano dal campanile quando le campane rivolgono il loro suono a Dio.