Domande e risposte sulle norme per la ripresa in sicurezza sanitaria delle celebrazioni con il popolo

Applicando il Decreto generale dell'11 maggio 2020, i parroci e gli altri legali rappresentanti sono aiutati dal Vicario generale per interpretare le norme nei singoli diversi luoghi di culto. Pubblichiamo qui le domande e le risposte utili a tutti.

L’articolo 2 del Decreto generale per la ripresa in sicurezza sanitaria delle celebrazioni liturgiche e sacramentali con il popolo nei luoghi di culto a partire dal 18 maggio 2020 stabilisce che “nel dubbio sulla corretta interpretazione delle norme seguenti , i legali rappresentanti consultino il Vicario generale competente”.

Per la Diocesi di Cuneo don Giuseppe Panero sta rispondendo alle domande che via via sorgono in merito: è possibile contattarlo anche via email all’indirizzo giuseppe.panero@diocesicuneo.it 

Pubblichiamo qui le domande e le risposte utili a tutti.

C’è un tetto massimo alla capienza dei luoghi di culto, di cui all’art. 7 del nostro Decreto?

Con una circolare del 13 maggio 2020, a integrazione del Protocollo tra CEI e Governo italiano del 7 maggio 2020, il Ministero dell’Interno ha precisato che ad una celebrazione in un luogo chiuso non possono partecipare più di 200 persone. Questo tetto sale a 1.000 persone quando si celebra all’aperto.

Nelle celebrazioni all’aperto i fedeli possono fare a meno della mascherina?

A norma dell’art. 13 del nostro Decreto, la mascherina che copre naso e bocca deve essere indossata dai fedeli che partecipano ad una celebrazione sempre, anche quando la liturgia si svolga all’aperto: l’assembramento che si crea, pur rispettando la distanza interpersonale di un metro, impone questa precauzione.

I matrimoni possono essere liberamente celebrati all’aperto?

Le celebrazioni all’aperto, o comunque fuori di un luogo di culto, sono consigliate e quindi permesse dall’art. 3 del nostro Decreto soltanto quando il luogo di culto sia troppo piccolo per applicare le norme sanitarie: ad esempio quando una piccola chiesa parrocchiale o una chiesetta rurale non riescono a contenere almeno 30 persone, o nelle circostanze straordinarie in cui si prevede un notevole concorso di popolo. Si tenga presente che all’aperto è più difficile controllare il rispetto delle norme sanitarie, a meno di predisporre il luogo con accessi controllati e sedie distanziate; inoltre la necessità di una buona amplificazione e le variabili meteorologiche richiedono uno sforzo organizzativo importante. Quindi, se per cause di forza maggiore si opterà per la celebrazione all’aperto, questo dovrà avvenire con tutte le precauzioni e con l’aiuto di un efficiente gruppo di collaboratori. Per quanto riguarda la celebrazione dei matrimoni all’aperto, rimane la necessità di chiedere la licenza all’Ordinario del luogo, a norma dell’art. 24 del Decreto generale della CEI sul matrimonio canonico. A questo proposito, il Vicario episcopale per l’Evangelizzazione e i sacramenti, competente per la materia, ha già precisato che tale licenza potrà essere concessa soltanto quando la chiesa parrocchiale del luogo in cui si devono celebrare le nozze non sia nelle condizioni di ospitare celebrazioni con il popolo rispettando il protocollo sanitario prescritto.

La proroga della validità dei documenti dell’istruttoria matrimoniale canonica, di cui all’art. 27 del nostro Decreto, si estende anche alle pubblicazioni civili?

La validità delle pubblicazioni civili è regolata dallo Stato, per cui è necessario verificare all’Anagrafe del Comune competente quali sono i nuovi termini per quelle effettuate nel tempo della cosiddetta fase 1 dell’emergenza sanitaria. Nel caso in cui la data delle nozze venisse rimandata oltre tali termini, il parroco che ha svolto l’istruttoria matrimoniale potrà presentare al Comune una nuova richiesta di pubblicazioni civili trascorsi sei mesi dalla scadenza della validità di quelle fatte in precedenza.

Per l’igienizzazione, come si deve intervenire sui banchi trattati con gommalacca o più in generale sui legni trattati con vernici o lacche?

Al riguardo si consiglia di non usare alcool bensì prodotti a base di ammonio quaternario: andando da un qualsiasi ferramenta è possibile trovare prodotti di questo genere. Per l’igienizzazione e il decoro dei luoghi di culto in generale, si raccomanda di leggere con cura la Nota dell’Ufficio per i beni culturali ecclesiastici e l’edilizia di culto del 12 maggio 2020.